Il concerto dell'anno - I Guns N' Roses ad Imola

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Il concerto dell'anno - I Guns N' Roses ad Imola

Sabato 10 giugno; siamo all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola; per molti è il concerto del 2017; per chi come me, già in coda dalle prime ore del mattino, il caldo è insopportabile e asfissiante, ma l’atmosfera che si respira è unica, perché in questa serata si esibiranno, per la prima volta insieme dopo 24 anni, i Guns N’ Roses.

Le ore passano, il caldo aumenta; c’è chi cerca di rinfrescarsi con qualche doccia, chi con bottiglie d’acqua e chi con qualche birra, ma finalmente qualcosa inizia a muoversi sul palco: aprono le danze i dj e gli speaker di Virgin Radio, seguiti da Phil Campbell (ex chitarrista dei Motorhead) e dai suoi Bastard Sons con il loro hard rock energico mischiato con il metal. Su “Born to Raise Hell” e “Ace of Spades”, non manca da parte dei fan il ricordo a Lemmy.

Le ore di attesa diventano minuti quando sul palco salgono anche i Darkness: “One Way Ticket” e “I Believe in a Thing Called Love” accompagnano un’oretta di spettacolo ai confini del glam che preannuncia che quello che sta per succedere è qualcosa di davvero unico e straordinario.

E così, alle 20.30 sui maxi schermi del palco e sparsi per l’autodromo, compare il logo animato dei Guns N’ Roses che inizia a sparare qualche revolverata e qualche mitragliata, poi parte la sigla dei Looney Tunes che strappa a molti qualche risata, ma finalmente è giunto il momento: la folla inizia a gridare e sul palco salgono Axl Rose, Slash e compagni sulle note di “It’s so Easy”, brano di apertura di tutti i loro concerti sin dagli esordi.

Il tempo è stato clemente: la potenza vocale di Axl Rose e il talento chitarristico di Slash sono ancora intatti e lo show continua senza intoppi. È un susseguirsi di grandi classici che scatenano e fanno ballare i 90 mila fan, da “Mr. Brownstone”, “Chinese Democracy” e “Welcome to the Jungle” alla cover di “Live and Let Die” dei Wings di Paul McCartney, “Rocket Queen” e “You Could Be Mine”.

Sono passate quasi due ore dall’inizio del concerto e per molti non manca molto alla fine, invece i Guns ci sorprendono infilando un’altra serie di grandi brani: la notte è ormai calata del tutto sull’autodromo di Imola e dopo uno splendido assolo di Slash, Axl attacca con “Sweet Child O' Mine”.

L’atmosfera si fa dolce quando Slash rende omaggio ai Pink Floyd con una cover strumentale di “Wish You Were Here” cantanta dall’intera folla presente; gli occhi sono tutti su di lui quando compare Axl al piano e suona la parte finale del capolavoro di Eric Clapton, “Layla”, a sua volta seguita dalla tanto attesa “November Rain” e dalla cover di “Knockin' on Heaven's Door” di Bob Dylan.

L’ultima canzone è “Nightrain”, dopodiché i Guns scompaiono; ma sappiamo che stanno per rientrare, infatti il “bis” prevede ancora “Don't Cry”, “Black Hole Sun” in omaggio a Chris Cornell e “The Seeker” degli Who.

Sulle note di “Paradise City” scoppia la festa di tutti i 90 mila presenti: fuochi d’artificio, fiamme e coriandoli rendono l’atmosfera magica attorno al palco che vede scomparire definitivamente dalla nostra vista i Guns N’ Roses.

Per i più fortunati lo spettacolo non è del tutto finito; durante l’uscita dall’autodromo, guardando il cielo abbiamo potuto ammirare una stella cadente… ma credo che per questa sera non abbiamo alcun altro desiderio da esprimere.

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