Il concerto-funerale di Elio e Le Storie Tese

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Il concerto-funerale di Elio e Le Storie Tese

Negli anni sono stati definiti rock demenziale, trash rock, rock sperimentale, rock progressivo, pop rock, ma nessuno di questi termini gli calzava a pennello; da oggi possiamo semplicemente dire che sono UNICI!

37 anni di carriera, dal 1980 al 2017, come riportato sulla lapide, in questi anni Elio e Le Storie Tese ne hanno calcati di palchi, ne hanno fatti di brani, ne hanno passate di cotte e di crude… ma suonare al loro funerale è stata l’ultima trovata geniale della band.

Martedì 19 dicembre, Mediolanum Forum di Assago.

All’ingresso veniamo accolti da alcune ragazze vestite a lutto che ci hanno gentilmente offerto dei fazzoletti per asciugare le lacrime: si preannuncia una serata veramente triste, infatti entrando nel Forum, veniamo accolti da lumini e corone di fiori, mentre al centro sorge una maestosa cassa mortuaria coperta da un telo bianco.

Alle 21 una voce sacerdotale recita l’orazione del caro estinto e pochi attimi dopo il telo bianco cade a terra e rivela il palco, anch’esso a forma di bara, con sopra gli Elii vestiti a lutto e alle spalle una lapide con inciso “R.I.P. Elio e le Storie Tese 1980 - 2017”.

EELST partono alla grande con “Servi della Gleba” e “La Vendetta del Fantasma Formaggino” su cui fa la sua apparizione l’immancabile architetto Mangoni.

Ancora il tempo di 4 brani, tra cui “Fossi Figo” e “La follia della Donna” (in cui Faso passa alla batteria mentre Meyer suona un paio di scarpe da donna come fossero nacchere) e il Forum di Assago si trasforma in un’enorme discoteca anni 70 grazie al medley disco degli Elii composto da “Pippero”, “Disco Music” e “Born to be Abramo”, su cui fanno da coreografia sei ballerine e il cubista Mangoni.

Il pubblico balla e si diverte, mentre Elio annuncia ogni canzone, come un brano che non suonavano da tanto tempo (chissà perchè) e alla fine di ciascuno si complimenta con il pubblico dicendo: “siete dei veri intenditori”. Ovviamente non manca il coro “Forza Panino” in ricordo dell’ex compagno Feiez, morto nel 1998 facendo ciò che amava, cioè suonando, che fa commuovere persino Elio.

Ancora Mangoni protagonista su “Il Vitello dai Piedi di Balsa”, poi sale in cattedra il batterista Meyer nei panni di DJ Mendrisio, che propone una versione dance dello swing e dello yodel svizzero con le ballerine e l’immancabile Mangoni a fare da coreografia.

Gli Elii ritornano sul palco per la seconda parte dello show, con la classica tunica che li contraddistingue dagli anni 80. Nonostante la mancanza di Rocco Tanica, al suo posto un divertente Vittorio “Carmelo” Cosma, gli Elii ripartono con “Piattaforma”, per l’occasione cantata con Cristina D’Avena, e “El Pube” con Stefano Bollani alle tastiere.

Passando per “Parco Sempione” e lo straordinario talento chitarristico di Cesareo, si arriva ai brani sanremesi “Canzone Mononota” e “La Terra dei Cachi”, per chiudere poi con “Supergiovane”.

Il pubblico non ci sta e chiama la band per l’immancabile bis composto da “Carro” e “Abitudinario”. La band si inchina davanti al Forum ed esce di scena: ma ancora non basta ai fan degli Elii, che con il coro “Forza Panino” chiama ancora una volta la band per l’ultimissimo brano “Tapparella”.

Sciogliersi è una figata pazzesca” annuncia Elio dopo le oltre 3 ore di spettacolo, perché è stato uno spettacolo a tutti gli effetti. In realtà EELST saranno ancora protagonisti nel 2018 al Festival di Sanremo e poi un tour d’addio che toccherà le principali città italiane, ma per i presenti, il concerto-funerale di addio alla band, è stato, e sarà per sempre, questa memorabile serata.

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