Torino di notte- tra bottiglie e divieti

Vota questo articolo
(3 Voti)
Torino di notte- tra bottiglie e divieti

Da oggi (9 Giugno 2017 ndr.) a Torino è entrata in vigore una nuova ordinanza che ha scatenato l'ira e l'ironia dei social contro la sindaca Chiara Appendino, già nell'occhio del ciclone dopo i noti fatti di Piazza San Carlo la notte del 3 Giugno durante la finale di Champions League.

In sostanza l'ordinanza vieta la vendita di alcolici da asporto nelle zone della movida torinese dalle ore 20:00. I pareri sono contrastanti e, come sempre, la scarsa informazione amplificata dal tam tam dei social network hanno fatto passare il messaggio tale per cui è stata proibita la vendita di alcolici indiscriminatamente. 

Facciamo chiarezza: non è così!! 

Lo scopo dell'ordinanza è quello di abbattere l'abusivismo (considerata una delle cause principali del tappeto di vetro presente in piazza durante il panico del 3 giugno), ridurre il consumo smodato in mezzo a strade e piazze, con conseguente aumento di schiamazzi e sporcizia, e aumentare la sicurezza.

Con il divieto di vendita d'asporto arriva anche il prolungamento dell'orario per il parcheggio a pagamento in modo da scoraggiare l'uso dell'auto nelle zone ad altissima densità nelle ore notturne.

In definitiva, seppur sia apparso come un ritorno al proibizionismo anni 30, le nostre serate, per ora, sono ancora sane e salve.

Rimane, però, qualche dubbio, assolutamente personale, sull'efficacia di questo tipo di repressione. 

Mi spiego: la nightlife di Torino, unita alla sua bellezza e alle sue attrazioni culturali, sta trasformando la città in una meta turistica e appetibile per italiani e non solo. Ha senso penalizzare con multe gli imprenditori che offrono un servizio e che pagano le tasse? Mi riferisco ovviamente ai locali regolari e  non ai negozietti abusivi o gli ambulanti che potrebbero essere controllati con norme già esistenti.

Applicare un'ordinanza che punisce il gestore (magari solo perchè non ha un dehor di fronte al locale) non è un pretesto un po' troppo facile per fare cassa? Sapendo che gli onesti le multe le pagano a differenza dei meno trasparenti che già ora violano dei regolamenti, ma non vengono toccati in quanto spesso l'amministrazione non è in grado di riscuotere il dovuto.

Nei commenti sui social ho avuto la possibilità di leggere i pareri di molti proprietari di locali che si sono divisi sulla questione, chi estremamente favorevole, chi si scaglia contro il comune accusando di metodi da Gestapo.

Un dato di fatto è che, come purtroppo spesso accade, in Italia si mettono dei divieti (condivisibili o meno), ma non si bilancia con i servizi.

Se nei quartieri del divertimento è presente, purtroppo, un alto tasso di criminalità, risulta difficile pensare che un divieto alla vendita di bevande alcoliche possa essere più efficace di un presidio più capillare delle forze dell'ordine.

Scoraggiare l'uso dell'auto con il parcheggio a pagamento senza fornire un'alternativa, mi viene in mente la metropolitana notturna, da il senso della poca lucidità e conoscenza della situazione reale da parte di un'amministrazione che preferisce i metodi semplici per arginare un problema (magari guadagnandoci qualcosa) piuttosto che investire su infrastrutture che permettano ai cittadini, e ai turisti, di fruire della bellezza della città in modo pulito, sano e sopratutto sicuro.

Buon weekend

 

 

 

Letto 443 volte

Lascia un commento

EDITORIALI

  • 1
  • 2