Tutti contro Insinna

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Tutti contro Insinna

Sembra di assistere ad una puntata di "Lo Scandalo è servito" , ma stiamo solo assistendo all'ennesima dimostrazione di quanto agli italiani piaccia sputare sentenze di ogni sorta al primo cenno di debolezza di qualcuno.

Se quel qualcuno, poi, è un personaggio pubblico, si aprano le gabbie il massacro è pronto.

Facciamo un passo indietro, la vittima è Flavio Insinna, il conduttore TV di Affari Tuoi in onda su Rai1, la trasmissione che "smaschera il mostro" è Striscia la Notizia (tanto per cambiare).

Il servizio che viene trasmesso ritrae prima il conduttore all'interno di un programma (quindi in onda) che parla d'Italia, di un paese gentile, di accoglienza ed un sacco di belle parole di una banalità disarmante che sono l'ABC della TV commerciale, alternando il fuori onda della riunione con la produzione di Affari Tuoi, dopo una puntata speciale.

Nel fuori onda, si sente un Insinna imbestialito per i risultati del programma, per i concorrenti che non erano corretti ecc. Il punto focale, però, sta nel fatto che Flavio si infervora a tal punto da far partire insulti anche pesanti nei confronti di tutti, concorrenti compresi.

Ora, la concorrente che è stata più offesa dalla sfuriata minaccia azioni legali che si risolveranno probabilmente in una bolla di sapone come spesso accade in Italia.

Ma la vera notizia è la reazione dei media, e dei social, a questa registrazione rubata.

In un'azienda seria, se un qualsiasi dipendente sottrae materiale, o fornisce informazioni che possono ledere l'immagine o l'operato della stessa, subisce dei provvedimenti disciplinari.

In questo caso, viene messa in croce una persona che si infervora in una riunione con lo staff perchè, a suo dire, le cose non sono andate nel verso giusto.

Ammesso che i toni erano forti e che si potevano usare delle espressioni differenti, siamo davvero sicuri che sia Insinna a dovere delle scuse, comunque arrivate, e non il contrario?

Alzi la mano chi non ha mai esagerato con le parole a lavoro, chi non si è sentito preso in mezzo dal proprio capo, chi non ha un collega dall'arrabbiatura facile o chi, in una riunione, non ha mai sentito volare parole grosse quando qualcosa non funziona.

Sembra che quando si parla di TV o personaggi famosi, le regole del mondo esterno non valgano.

Beh signore e signori vi tolgo dall'incertezza, un'azienda televisiva è fatta da persone, le stesse persone che possono urlare insulti in uno stadio, mandarsi a stendere ad un incrocio o perdere le staffe in ufficio.

Ho letto dei commenti sui social che, in quanto a cattiveria, sono andati ben oltre le parole del conduttore.

L'idiozia, la cattiveria e la voglia di sfogare la propria frustrazione sparando un commento nell'etere è ormai cosa nota ai più, ma come giustamente scrive lo stesso Flavio in una nota:

"Un’altra cosa che mi fa infinitamente tristezza, quanto le mie scenate, è che tutta questa pornografia televisiva con filmatini e vendetta incorporata sia fatta per cercare qualche straccio di punto di ascolto in più. Adesso però siamo saliti, anzi scesi di livello. Gli insulti, l’odio, i filmati rubati dal buco della serratura sono soltanto contro di me. Odio allo stato puro“.

Se è vero che Flavio ha esagerato con le parole, possiamo dire che il comportamento di Striscia è stato poco etico e professionale, ma tanto, nel mondo dell'odio sociale, l'etica si tira fuori solamente quando è utile per i like o a vendere spazi pubblicitari.

 

 

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1 commento

  • Link al commento Antonella Sola Venerdì, 26 May 2017 15:47 inviato da Antonella Sola

    Assolutamente in disaccordo, sia a livello umano che professionale.
    Se le persone non sanno contenere l'ira o il disappunto non sono persone ma animali. Negli ultimi 2 o 3 decenni si è disimparata l'educazione. Non parlo del savoir faire o altri atteggiamenti ottocenteschi, ma il rispetto e la tolleranza altrui.
    Vedasi i dibattiti politici: 20 anni fa nessun politico e/o giornalista si sarebbe mai sognato di insultare o riempire di epiteti un collega o un avversario. Oggi è all'ordine del giorno. Le persone della mia generazione sapevano confrontarsi e in caso di dissenso i toni si alteravano, ma mai ad arrivare ad insultare o a fare delle valutazioni offensive (anche fisiche, come in questo caso sulle persone).
    La classe e la cultura di una persona si denota sopratutto da queste cose. Non importa che abbia la laurea o meno. Conosco persone ignoranti che si muovono educatamente in qualsiasi ambito e persone laureate cafone in ogni occasione.
    Ecco, questa è la vera cultura a cui ambire: l'educazione. Questo tanto più in una persona che ha enorme visibilità. Non ci sono aziende televisive o altre situazioni che giustificano tali comportamenti. Il fatto che certi comportamenti siano molto diffusi, non rappresenta una giustificazione. Un famosissimo comico italiano diceva..."signori si nasce, non si diventa": Io sono convinta, invece, che una certa dose di umiltà e di controllo possano farti diventare un Signore, con la S maiuscola

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