X-Factor: Finalmente gli inediti

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X-Factor: Finalmente gli inediti

Ieri sera, durante il quinto live del talent show, sono stati presentati gli inediti dei concorrenti in gara. Si è consumato il delicatissimo passaggio da semplici interpreti, ad artisti veri e propri nel mercato discografico.
Presentare un nuovo progetto al grande pubblico è sempre una grande scommessa, un all in a carte scoperte soprattutto per i giudici, che hanno creduto e scommesso sui loro beniamini.

Cominciamo con i sì:

Enrico NigiottiL’amore è
Che dire, mi ha letteralmente conquistata! Non sono mai stata una grande fan del Nigiotti dal punto di vista musicale. Troppo classico e tradizionale, non ho mai percepito in lui aria di novità. Ma il suo inedito è sicuramente uno dei pochi orecchiabili e ben riusciti di questa edizione. Una ballata solo voce e chitarra, molto intima e intensa, scritta e arrangiata completamente da Enrico. Un esperimento sicuramente più che riuscito. Il suo pezzo sarà quello che passerà più in radio. Bravo!

ManeskinChosen
Già il titolo, “il prescelto”, non è un caso. I Maneskin sono energia pura come interpreti, figuriamoci con un brano da loro prodotto. A volte dimentico che hanno solo 18 anni! Come disco di lancio per la loro carriera nel mercato discografico scelgono questo pezzo scritto da Damiano, il frontman, già presentato alle audizioni. Una canzone che è un grande vaffa alle opinioni che spesso hanno gli altri sul gruppo, accusato di essere poco umile, arrogante. Già dal primo attacco, non riesci a stare fermo. Un pezzo dell’inciso è già tormentone: “Follow me follow me now”. E noi, sicuramente lo faremo!

Samuel StormThe Story
Scritto e arrangiato da lui, “The Story” è una lettera a cuore aperto con cui Samuel si presenta al pubblico raccontando la sua storia, sicuramente non facile, ma conclusasi sul palco di X Factor. Che dire, il ragazzo ha una voce incredibile. Dolce e graffiante allo stesso tempo, con quelle particolarità che solo la musica nera può avere. Vibrati ed estensione vocale emergono durante l’esecuzione del pezzo. Sono però d’accordo con il parere di Manuel Agnelli: “il tuo passato lo conosciamo già. Ora vogliamo sapere cosa è successo dopo”. Sicuramente, ci sarà tutto il tempo per continuare la storia!

Gabriele EspositoLimits
Lo scorso anno non è riuscito a sedersi su quella dannata sedia ai Bootcamp. Scrive questa canzone. Si presenta alle Audition quest’anno, presentandola ai giudici e al pubblico di Torino. Perché quindi non riproporla nell’Arena di X Factor, perfezionandola? Gabriele, con voce e chitarra, ci racconta il suo bisogno di superare i propri limiti. Sicuramente un pezzo molto orecchiabile, ma non trovo sia qualcosa di unico o ricercato. Decido comunque di salvarlo, premiando la voce del cantante e la sua bravura con la chitarra, suo marchio di fabbrica.

Lorenzo Licitra “In the name of love
Ormai gli intenti della Maionchi sono sempre più chiari sul percorso di Lorenzo: portare il tenore dal repertorio classico, tipicamente italiano, e buttarlo nel vortice della musica pop. Il bisogno di amore di cui ci parla Licitra, è una esplosione di energia, che radiofonicamente può funzionare. Il pezzo è stato scritto per lui non di certo da uno che passava lì per caso, bensì da Fortunato Zampaglione. Sua la firma per altri artisti del calibro di Marco Mengoni e Francesco Renga. Diciamo che, dopo ieri sera, i dubbi iniziali avuti sul tenore su quello che poteva essere il suo percorso fuori dal talent sono spariti definitivamente.

Ros “Rumore”:
Il punk ad X Factor esiste, e porta il nome dei Ros. Il gruppo presenta questo inedito, scritto in italiano dai membri della band, arrangiato però non solo da loro, ma anche da un grande produttore discografico internazionale: Tommaso Colliva, vincitore di un Grammy per l’album “Drones” dei Muse. Tra le voci del coro, sentiamo anche un Manuel Agnelli nell’inciso. Sicuramente un pezzo ben riuscito, e l’intento del titolo è stato soddisfatto a pieni voti! Il repertorio della band manca nella scena musicale italiana, ed è per questo che spero possano continuare il più a lungo possibile il loro percorso nel talent. E’ dal lontano 1995 con i “Prozac+” che non vediamo in circolazione un progetto simile!

Adesso passiamo ai no:

Rita Bellanza “Le parole che non dico mai
La canzone, scritta per lei da Levante, è sicuramente molto bella. Conosciamo tutti da diversi anni il talento del giudice come paroliere. Purtroppo però, ho avuto l’impressione che qualcosa sia andato nuovamente storto. Rita ha un grande talento, l’emotività, che se da un lato può regalare al pubblico una performance indimenticabile, dall’altra può distruggerla. Non si possono nascondere poi le lacune tecniche della concorrente rispetto agli altri partecipanti a questo punto della competizione. E la canzone di Levante, dolce e delicata, non trovo sia stata valorizzata. A questo punto, viene da chiedermi se questa ragazza possa riuscire a sostenere quella pressione mediatica che porta il successo. Staremo a vedere..

Andrea Radice “Lascia che sia
Non sono assolutamente d’accordo con la scelta del pezzo. Andrea è funk puro, e trovo che questa canzone non lo valorizzi per niente. Avrei scelto forse qualcosa di più ritmato, fresco, più orecchiabile. Non è un caso che nella seconda manche, esibendosi su un pezzo di Justin Timberlake, abbia ritrovato il vero Radice. Sul testo niente da dire. E’ stato scritto a quattro mani da Andrea e da un paroliere emergente romano, Pietro Foglietti. Apprezzo quindi moltissimo l’intento della Maionchi di dare spazio a nuove leve nel campo della scrittura. Le consiglierei, però, di rivedere il percorso del concorrente, e di imboccare di nuovo quel sentiero che ha portato Andrea fino a questo inedito.

La parola al giudizio popolare.

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