Tutti Allegri ... anche Bonucci

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Sono almeno cinque giorni che ci raccontano che il caso Bonucci è superato, ma in realtà si è chiuso davvero solamente mercoledì verso le 22 (ora portoghese), quando il difensore della nazionale ha abbondato lo sgabello in tribuna sul quale lo avevano appollaiato, ha sceso i sei piani che separano la tribuna vip dagli spogliatoi del Dragao, è entrato in quello della Juventus e, di fronte all'allenatore e ai compagni eccitati per la vittoria appena conquistata, ha chiesto pubblicamente scusa per il violento litigio di venerdì scorso con Allegri. Bene facciamo un passo indietro e cerchiamo di far chiarezza su ciò che è accaduto! Nonostante la Juventus e lo stesso Allegri abbiano minimizzato l'accaduto come "un normale momento di debolezza dovuto all'agonismo" la lite tra il baluardo della difesa juventina e l'allenatore toscano stava causando un vero e proprio terremoto in casa bianconera.

Man mano che il tempo passa, infatti, emergono nuovi elementi che raccontano come la Juve sia arrivata vicinissima a un punto di rottura e come il furibondo alterco tra l'allenatore e uno dei suoi giocatori più carismatici abbia rischiato di mandare all'aria un anno di lavoro e di cambiare per sempre i connotati della squadra dei cinque (quasi sei) scudetti di fila. Allegri, infatti, era pronto a presentare le dimissioni se la società non avesse sottoscritto, come poi ha fatto, la decisione di spedire Bonucci in tribuna in una partita delicata, fondamentale, come quella con il Porto. Le dimissioni le ha minacciate, in qualche modo: "Bisogna prendere un provvedimento esemplare. Se non siete d'accordo che mercoledì Bonucci vada in tribuna, sono pronto ad andarmene", è il senso di quello che l'allenatore ha detto a Marotta e Nedved nella mattinata di sabato scorso, quando i due dirigenti, all'indomani degli insulti pubblici durante Juventus-Palermo, si erano recati a Vinovo per ricomporre il dissidio. Senza riuscirci, però. Bonucci è rimasto sulle sue posizioni. Allegri pure. Ma Allegri, in relazione a Bonucci, rappresenta l'autorità. È il suo capo diretto. E quell'autorità andava ribadita.Ma ora è tutto passato... e tutti vissero felici e contenti.

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