ARTISTI: NON E' PIU' NECESSARIO ISCRIVERSI ALLA SIAE

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ARTISTI: NON E' PIU' NECESSARIO ISCRIVERSI ALLA SIAE

L’Italia ha finalmente approvato il decreto legislativo di recepimento della direttiva Barnier, che ridisegna il diritto d’autore all’interno dell’Unione Europea e tenta di liberalizzare un mercato che, per anni, in diversi Stati, è rimasto imbrigliato da sistemi monopolistici e prezzi imposti. Ieri, sebbene con un ritardo di circa undici mesi, anche il nostro Paese si è messo in linea con l’Europa, scegliendo tuttavia il solito compromesso all’italiana, per non scontentare nessuno. Da un lato c’era infatti chi sosteneva che il mercato dei diritti d’autore – oggi in mano esclusiva alla Siae – andasse completamente liberalizzato (come già in altre nazioni) e dall’altro chi, invece, riteneva che la gestione della riscossione dei diritti in mano a un unico soggetto costituisca una facilitazione per tutti. “Al di là del bene e del male”, il nostro Governo ha preferito mantenere l’esclusiva in capo alla Siae – che continuerà a essere l’unica collecting operante su territorio italiano – ma con la libertà, per tutti gli autori, di iscriversi a società di altri Stati Ue come, ad esempio, la già operante Soundreef, startup italiana con sede a Londa.

Cosa cambia? Molto più di quanto non sembri. Immaginiamo l’autore di un pezzo musicale da discoteca. L’artista vorrebbe che i più importanti locali italiani (con cui ha già contatti) suonassero il suo brano durante le serate: oggi l’unico modo che ha per guadagnare dal suo pezzo è di rivolgersi alla Siae, delegandola – con mandato in esclusiva – nella riscossione dei suoi diritti d’autore sul brano. E se l’autore non è già molto famoso, il suo margine di lucro è spesso minimo se non del tutto insignificante e simbolico. Con la nuova normativa, invece, il nostro dj potrà iscriversi a una collecting non operante in Italia ma in un altro stato membro dell’Ue. E, grazie alla facilità dei nuovi mezzi di comunicazione e gestione del denaro, questi avrà realizzato quella comparazione di offerte e condizioni che solo un mercato in piena concorrenza può garantire.

Secondo il testo del decreto legislativo approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, in recepimento alla già accennata direttiva Barnier, sulla riforma del mercato dei diritti d’autore, «l’adesione agli organismi di gestione dovrà basarsi su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori; gli stessi dovranno avere un organo assembleare investito delle principali decisioni riguardanti l’organismo; gli amministratori dovranno attuare una sana e prudente gestione; i proventi dei diritti d’autore dovranno essere contabilmente separati da quelli derivanti da investimenti»

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