FUORIQUOTA: I PRESERVATIVI DEL CALCIO

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FUORIQUOTA: I PRESERVATIVI DEL CALCIO

Negli anni ho avuto modo di vivere il calcio, non solo dall'esterno come semplice tifoso o appassionato, ma dall'interno, dallo spogliatoio, seduto di fianco ad attaccanti, difensori, colleghi portieri, italiani, argentini, africani, bianchi, neri, gialli e soprattutto a fianco a loro: i fuoriquota. Chi sono questi giocatori che da una decina d'anni occupano posto nelle rose di squadre dalla Lega Pro in giù?

Preciso: non mi sto riferendo al singolo calciatore, etichettandolo caratterialmente o calcisticamente, ma mi riferisco esclusivamente alla figura che rappresenta.

I fuoriquota sono i giocatori che, nel gergo calcistico, sono definiti calciatori "giovani", di 21/22 anni al massimo. Ogni squadra dalla Serie D in giù, deve avere un numero preciso di questi giocatori da schierare tra i titolari, per non perdere addirittura la partita a tavolino. Questa regola all'inizio sembrava potesse funzionare, poiché l'Italia, nazione calcisticamente "vecchia", avesse così più possibilità di un ricambio generazionale.

La cosa però è degenerata, perchè dalla possibilità di non doversene avvalere al dover avvalersene per forza, oramai vanno bene tutti quanti i giocatori che siano compresi in quella fascia d'età, indipendentemente dal loro valore, dal loro estro, dalle loro qualità. Ciò ha causato una serie di reazioni a catena: non esiste più meritocrazia, non esiste più la voglia di spingere sempre sull'acceleratore in ogni allenamento per potersi guadagnare un posto tra gli 11 titolari, giocatori di età superiore tagliati fuori, quando potrebbero invece regalare ancora più di qualche gioia. Oltre a questo, si aggiungono naturalmente le società professinistiche, che pur di far valorizzare e crescere un loro giovane in categorie minori quali la Serie D, lo sponsorizzano, cioè al raggiungimento di un minimo di partite elargiscono una somma di denaro alla società che ha fatto giocare il loro tesserato. Neanche a dirlo, tutto ciò va (o potrebbe andare) a discapito di tanti atleti che non arrivando da grandi società si vedono tagliati fuori da questi sponsorizzati.

Ma la cosa peggiore di tutte sapete qual è?

Dopo che io, fuoriquota, vengo utilizzato per uno-due-tre stagioni, sono abbandonato, buttato via come un preservativo usato, perchè logicamente a quel punto non sono più utile, sono diventato vecchio oramai e c'è bisogno di carne fresca da mandare al macello...bello eh?

E poi ci chiediamo come mai tanti ragazzi con cui siamo cresciuti abbiano smesso col calcio, quelli che quando ci giocavi contro provavi a rubargli palla ma niente, ti scappavano sempre. A volte i motivi sono proprio questi, trovarsi al posto giusto ma nel momento sbagliato.

Sempre che tu non abbia Mino Raiola come procuratore: aaah, i procuratori, che personaggi fantastici, mi piacerebbe parlare anche di loro, ma non ora, non adesso...

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